MISSIONE IMPOSSIBILE....

L’ ANGOLO DELLA CULTURA n°0003

INTRODUZIONE :

In questo numero vogliamo proporvi un estratto dal libro “IL NUOVO CHE AVANZA” di Michele Serra.

In questo libro vi sono piu’ racconti in cui si delineano tra umorismo e grottesco personaggi strani specchio della societa’ moderna.

La vita moderna è vista dall’autore come trionfo dell’inessenziale, del contraffatto, del superfluo.

Buona lettura.

 

TITOLO : L’ASSASSINO….tratto dal romanzo  “ IL NUOVO CHE AVANZA ”

 

Hanno finalmente arrestato l’omicida dei negozi.

Sei vittime tra proprietari e commesse, una vera strage.

Naturalmente un insospettabile, come sempre in questi casi.

I giornali hanno scritto di turbe sessuali e altre mediocri faccende, soffermandosi soprattutto sul particolare (secondario) della commessa strangolata con una calza di spugna elastica.

I giornali sono come la gente, e spiegano tutto cio’ che non va come frutto del disordine: l’uomo deraglio’ dai suoi bravi binari, si capovolge in un grande clangore e arrivano la polizia, le ambulanze e i cronisti.

E invece so’ per esperienza che gli assassini sono uomini d’ordine, e vorrebbero raddrizzare a qualunque costo cio’ che a loro sembra storto, levigare cio’ che sporge.

Potessero, trasformerebbero la terra in una bella sfera smerigliata e lucente, perfetta come la loro ossessione.

Io che faccio il perito del tribunale ne ho conosciuti a decine, di maniaci assassini .………. “Io non sono qui per dirle la mia opinione. Sono qui per ascoltare lei, per capire perché ha ucciso sei persone”

“Io non volevo proprio uccidere. Volevo che capissero, ma non c’è stato verso. E ho fatto di tutto, le giuro, per aiutarli a salvarsi. Ho sempre dato la possibilita’ di ragionare. Ma lei non immagina quanto sia diventato difficile, oggi, ragionare con la gente…Il primo delitto è stato di due anni fa in una bicchieroteca……… Bene, entro e c’è una ragazza che mi chiede subito che cosa mi serve. Gia’ questo mi indispone, perché è il cliente che deve parlare per primo, il negoziante deve solo salutare e aspettare. Se uno entra in un negozio è ovvio che gli serve qualcosa, non le pare?”.

“Vada avanti , per favore”.

“Dico: …mi faccia vedere i bicchieri. E sa che cosa è successo?”.

“Cosa è successo?”.

“Che quella mi mostra un servizio di bicchieri qualunque e dice: questa potrebbe essere una soluzione simpatica”.

“Una soluzione simpatica?”.

“Ecco, vede dottore che anche lei rimane colpito. Mi disse che comprare dei bicchieri era una soluzione simpatica. Chiesi alla signorina: signorina, mi saprebbe spiegare perché comprare dodici bicchieri puo’ definirsi una soluzione e soprattutto perché simpatica?. Perché questi qui sono una soluzione simpatica per qualunque esigenza, rispose. Parlava a pappagallo, senza sapere quello che stava dicendo……

“Passiamo al secondo delitto”……..

“Fu il delitto della Sorbetteria della Nonna” ..…“Ordinai un cono crema e cioccolato…”

“Quello mi risponde: crema e cioccolato? Quali tipi di crema e cioccolato? Come sarebbe quali tipi?, gli faccio io: ho detto crema e cioccolato. E sa cosa mi ha detto lui?”.

“Cosa?”.

“Mi ha detto: come crema abbiamo fiordipanna, biancofiocco, dolcelatte, milky, burroneve e vaniglietta; come cioccolato c’è testadimoro, grancacao, supergianduia, bacio, sgnappy, duevecchi, giamaica, negretto e robertino. Quali vuole?”

“E lei cosa rispose?”.

“Niente. Che cosa avrei dovuto rispondere?…….”

“Lei era liberissimo di non ordinarli e di andarsene. E invece ha bruciato la Sorbetteria della Nonna con quattro persone dentro, e due sono morte in maniera orribile.”

“Purtroppo non il proprietario. Il proprietario  è riuscito a salvarsi .”

“Andiamo avanti l’atroce delitto delle Cochonnerie”.

“Quella della Cochonnerie fu una storia nella quale fui tirato per i capelli…………..”

 

                 ( Michele Serra , 1989 )

 

 

L’ angolo della poesia….

 

I vestiti coprono gran parte della vostra bellezza,

eppure non nascondono cio’ che non è bello.

E benchè cerchiate nei vestiti un’intima liberta’,

potreste trovare in essi briglie e catene.

Vorrei che voi incontraste il sole e il vento

piu’ con la pelle e meno sul vestito,

perché il soffio della vita è nella luce del sole,

e la mano della vita sta nel vento.

Alcuni di voi dicono:ӏ il vento del nord

Che ha tessuto i vestiti che portiamo”.

E io vi dico, si, che è stato il vento del nord,

Ma la vergogna è stato il suo telaio

 e la mollezza la sua trama..

E, quando fu compiuta la fatica, il vento

Allora rise in mezzo alla foresta..

E non dimenticate che il pudore è uno scudo

Contro lo sguardo dell’impuro.

E, quando l’impuro sparira’, cosa mai sara’ il pudore

Se non un vincolo che impiglia la mente?

E non dimenticate che la terra ama sentire il vostro

Piede nudo e il soffio del vento gode a giocare

Con i capelli.

 

                                                                      Kahlil Gibran ( I VESTITI )


 

…..…e  della saggezza

 

Sai qual è la differenza fra coinvolgimento e impegno? Pensa alle uova con la pancetta. La gallina è stata coinvolta, il maiale impegnato.                                                                         

                                                                       Mike Gayle ( Mister dammitempo )

L’ ANGOLO DELLA CULTURA n°0002

INTRODUZIONE :

Visto il passatempo che ormai appassiona la compagnia, e cioè le duecento figurine anonime dei calciatori non piu’ in attivita’ a cui bisogna aggiungere il nome, vi proponiamo un brano tratto da un romanzo scritto da Alessandro Baricco.

In questo estratto lui spiega come sia possibile riconoscere i ruoli dei giocatori in base ai loro tratti psicosomatici.

Chissa’ magari puo’ tornarci utile…….buona lettura.

 

TITOLO : ….tratto dal romanzo  “ CITY ”

 

Dietro alla casa di Gould c’era un campo da pallone.

Ci giocavano solo ragazzini, i grandi stavano in panchina a urlare, o sulla piccola tribuna in legno, a mangiare e urlare.

C’era l’erba dappertutto, anche davanti alle porte e a centrocampo.

Era un bel campo da pallone.

Gould, Diesel, e Poomerang stavano ore a guardare, dalla finestra della camera da letto.

Guardavano le partite, gli allenamenti, tutto quello che c’era da guardare.

Gould prendeva appunti.

Aveva una sua teoria.

Si era convinto che a ogni ruolo corrispondesse un preciso profilo morfologico e psicologico.

Lui poteva riconoscere un centravanti prima ancora che si cambiasse e mettesse la maglia numero nove.

Il suo pezzo di bravura era la lettura delle foto delle squadre: le studiava un po’ e poi sapeva dirti in che ruolo giocava quello coi baffi e chi era l’ala destra.

Aveva una percentuale di errore del ventotto per cento.

Lavorava per arrivare sotto il dieci, allenandosi ogni volta che poteva sui ragazzini del campo sotto casa.

Faticava ancora molto sui terzini, perché identificarli era relativamente semplice, ma capire quale giocava a destra e quale a sinistra presentava delle significative difficolta’.

Di solito il terzino destro era fisicamente piu’ compatto e psicologicamente piu’ rudimentale.

Aveva un approccio razionale alle cose, e procedeva secondo deduzioni logiche, generalmente prive di varianti fantasiose.

Si tirava su le calze quando gli cadevano, e di rado sputava per terra.

Il terzino sinistro invece tendeva col tempo ad assumere su di sé tratti del suo diretto antagonista, l’ala destra, notoriamente elemento caratteriale, imprevedibile, con forti tendenze anarchiche e notevoli fragilita’ mentali.

L’ala destra tramuta la sua zona del campo in una terra senza regole dove l’unico riferimento stabile è la linea laterale, una striscia di gesso bianco che egli cerca con ossessiva disperazione.

Il terzino sinistro, che in quanto terzino dispone di una dotazione psicologica di base piuttosto votata all’ordine e alle geometrie, è costretto ad adattarsi a un ecosistema per lui scomodo, ed è dunque, per vocazione, un soccombente.

La necessita’ di riaggiornare continuamente le sue reazioni a schemi del tutto imprevedibili lo condanna a una perenne precarieta’ spirituale, e spesso anche fisica.

Questo puo’ spiegare la sua tendenza, facilmente rilevabile, a tenere i capelli lunghi, a farsi espellere per proteste e a farsi il segno della croce al fischio di inizio.

Detto questo, distinguerlo da un terzino destro, in una foto, è pressoché impossibile.

Gould, a volte, ci riusciva………………….

……..Poomerang guardava perché cercava un’azione che aveva visto anni prima alla tivu’.

A suo parere era stata cosi’ bella che non poteva essere sparita per sempre, doveva certamente vagolare per tutti i campi del mondo, e lui la stava aspettando, li’, su quel campo di ragazzini.

Si era informato sul numero di campi da pallone che esistono al mondo, unmilioneottocentoquattro, ed era perfettamente consapevole che le possibilita’ di vederla transitare proprio da li’ erano minime.

Ma in base a un calcolo effettuato da Gould, non erano comunque molto minori di quelle che ci sono a nascere muti (Poomerang era muto).

Dunque, Poomerang la aspettava………

 

      ( Alessandro Baricco , 1999 )

 

 

 

L’ angolo della poesia….

 

Nessuna cosa se ne osservo il terreno sviluppo ,

Piu’ d’ un rapido breve momento perdura perfetta

E la scena immensa del mondo non offre che comparse

Su cui in segreti influssi , stelle proseguono commento ,

E , poiché considero che gli uomini come le piante crescono

Favoriti sempre o osteggiati dal medesimo cielo ,

Spavaldi per giovane linfa , declinanti dall’ apice

Sino a smarrire la memoria del loro tempo energico ,

Il sorto concetto di tale permanenza incostante

Dinnanzi alla vista voi , ricco di gioventu’ , mi pone

Mentre con Rovina gareggia devastatore il Tempo

Per deturpare in notte il vostro giorno giovanile

E , per amore vostro , dichiaro guerra a oltranza al Tempo

E via via quanto esso vi toglie , di nuovo in voi s’ innesta..

 

 

                                                                      William Shakespeare ( Sonetto 15 )


 

 

 

…..…e  della saggezza

 

Un grande sogno è costituito da tante cose diverse , cosi’ come la luce del sole è  l’insieme di milioni di raggi……..

 

                                                                  Paolo Cohelo ( Il guerriero della luce )

 

L’ ANGOLO DELLA CULTURA n°0001

INTRODUZIONE :

Come prima uscita’ siamo lieti di ospitare in questo spazio uno scrittore bresciano ancora sconosciuto , ma di sicuro avvenire , in questi ultimi anni impegnato nella stesura di un opera assai ardua ed ambiziosa che lo portera’ , a breve , ad ottenere riconoscimenti letterari molto importanti ; chissa’ se si ricordera’ di noi una volta famoso.

In questa rubrica oggi ospitiamo un suo racconto breve , sperando possa , in futuro , scrivercene degli altri.

 

TITOLO : MONTE ISOLA (Racconto breve)

 


“ Per favore , sapete dirmi a che ora parte il traghetto per Montisola?” chiesi ad una giovane coppia che se ne stava sul molo riprendendo il paesaggio lacustre con la telecamera.

“All’ ufficio informazioni ci hanno detto che dovrebbe essere qui per le 10:20…lo stiamo aspettando anche noi.”

Guardai l’ orologio ; erano le 10:15.

Ringraziai i due sposini e volgendo lo sguardo al centro del lago vidi una grossa imbarcazione che si dirigeva verso il nostro molo.

Di li a pochi minuti il traghetto getto’ gli ormeggi vicino al pontile su cui ci trovavamo.

Un addetto della “Societa’ di navigazione Lago d’ Iseo” nella sua caratteristica uniforme blu lego’ una grossa cima ad uno dei pali d’ ormeggio e quando l’ imbarcazione fu del tutto ferma calo’ una passerella per permettere ai passeggeri di salire a bordo.

Le operazioni di imbarco furono ultimate in pochi minuti e finalmente il traghetto fu pronto a prendere il largo alla volta dell’ isola.

A bordo oltre a me si trovavano gli sposini emiliani , una coppia di anziane signore milanesi ed alcune comari montisolane di ritorno dal mercato di Iseo , che con i loro allegri discorsi e le loro risate riempivano l’ aria di allegria. Io , dopo avere pagato il biglietto , uscii sul ponte a prendere un po’ di aria e mi fermai ad osservare il magico panorama che mi stava dinnanzi.

Ero come incantato da quelle acque scure circondate da montagne verdissime che vi si specchiavano.

Tutto il lago era avvolto da una leggera foschia.

Un pallido sole riusciva a malapena a penetrare quella cortina fumosa conferendo a tutto l’ ambiente un’ aspetto vagamente irreale.

La mia mente inizio’ a vagare ed io, completamente assorbito dai miei pensieri, non mi accorsi della strana figura che mi si era accostata.

Era una donna molto vecchia e la sua schiena era completamente curva.

Aveva il volto solcato da rughe profondissime , ma i suoi occhi neri rivelavano un’ energia straordinaria in una persona di quell’ eta’ cosi’ avanzata.

Se ne stava li, a due passi da me, guardandomi con quei neri occhi , senza dire una parola.

Rimasi subito profondamente colpito dal suo aspetto.  I suoi abiti dovevano essere vecchissimi , poiché erano di una foggia che pareva avere almeno un secolo, e portava sulle spalle una gerla carica di fieno.

Questo fatto mi colpi’ ancor piu’ profondamente dei suoi abiti.

Non avevo mai visto nessuno viaggiare su un traghetto con un carico di fieno. 

Era una cosa molto strana e per me inquietante.

Anche il modo in cui era comparsa, senza che nessuno l’ avesse vista, non mi faceva certo stare tranquillo.

Ero in preda ad un’ inquietudine indefinita, come se non riuscissi a capacitarmi di quella strana presenza.

Fu allora che mi rivolse la parola.

Le sue parole avevano il suono di una nenia e parlava un dialetto che era simile a quello di Montisola , ma sembrava molto piu’ antico :

“Perché vai a Montisola?” mi chiese.

“Vado a trovare degli amici”  risposi io con la voce che mi tremava.

“Non è un bel posto , non andarci” mi disse di nuovo lei.

Poi inizio’ a raccontare una storia molto triste, piena di lacrime e sofferenza.

Parlava di fatti successi molto tempo prima, e mentre parlava la mia tristezza e la mia  inquietudine aumentavano.

A un tratto non riuscii piu’ a reggere il peso di tanto dolore e girando di scatto le spalle alla vecchia donna me ne tornai di corsa nella cabina passeggeri.

In preda ad una forte emozione incrociai l’ impiegato della societa’ di navigazione e gli chiesi : “Sa chi è quella donna molto anziana che c’è di fuori sul ponte?” .

“Quale donna?” rispose lui.

“Quella laggiu’” gli dissi voltandomi verso il ponte ed indicando il punto con il dito.

Ma appena mi voltai rimasi di ghiaccio.

L’ anziana donna non c’ era piu’.

 

      ( Marco Bello , 1997 )

 

 

L’ angolo della poesia….

 

Quando quaranta inverni faranno assedio alla tua fronte

Scavando trincee fonde nel campo della tua bellezza ,

L’ imponente livrea dell’ ammirata giovinezza

Sara’ ridotta a uno straccio d’ abito tenuto in poco conto.

Se allora si chiedesse dove la tua bellezza giace ,

Dove tutto il tesoro dei giorni caldi di vigore,

Dire : nei tuoi propri occhi infossati profondamente ,

Mostrerebbe con indiscreta lode , ingiuria implacabile.

Ma quale elogio parerebbe la tua bellezza logora

Se tu potessi replicare : “Questo bel bimbo mio ,

Assolvera’ il mio debito , rende scusabile ch’ io invecchi”.

Dimostrando la sua bellezza per successione , tua!

Sarebbe il tuo rinnovamento quando sarai vecchio ,

Vedresti il tuo sangue ardere quando gia’ ne sentirai il gelo.

 

                                                                      William Shakespeare ( Sonetto 2 )


 

…..…e  della saggezza

 

Dobbiamo distaccarci dall’ idea dei giorni e delle ore , per rivolgere sempre piu’ attenzione al minuto……..

 

                                                                  Paolo Cohelo ( Il guerriero della luce )

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